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I contenuti diffamatori pubblicati su un blog. Qual è la responsabilità per il gestore del sito?

I contenuti diffamatori pubblicati su un blog. Qual è la responsabilità per il gestore del sito?

La responsabilità del gestore di un sito web per commenti diffamatori è un argomento molto attuale che ha interessato, a più riprese, le Corti italiane ed europee in materia della innovation technology law.

Il delitto di diffamazione, di cui all’art. 595 c.p., mira infatti a proteggere il bene giuridico dell’onore e della reputazione di un soggetto non presente, o almeno, che non sia stato in grado di percepire l’offesa, nel momento in cui la diffamazione viene perpetrata.

Risulta quindi chiaro che nel mondo odierno, così ampiamente digitalizzato, chiunque abbia una connessione internet sia, potenzialmente, in grado di diffamare un’altra persona, senza nemmeno averla mai incontrata.

Per tali motivi non solo chi scrive i commenti, ovvero l’autore, ma anche chi gestisce il blog su cui questi vengono diffusi, deve porre attenzione a quanto pubblicato, perché potrebbe venirgli ascritto un qualche titolo di responsabilità penale.

Recentemente infatti il Tribunale di Varese (sentenza n. 116/2013) ha considerato in capo ad un blogger una responsabilità diretta per omissione ex art. 40, comma 2 cod.pen., per quanto scritto sul proprio blog dagli utenti. Tale estensione della responsabilità è stata ampiamente criticata in dottrina, dal momento che la legislazione vigente non ha stabilito alcun obbligo giuridico nei confronti del blogger di evitare l’evento dannoso cagionato da un proprio utente.

La tesi maggioritaria, che aderisce alla concezione del cd. “trifoglio”, secondo cui la posizione di garanzia può derivare solo ed esclusivamente dalla legge, dal contratto e dalla precedente azione pericolosa, non configura un titolo di responsabilità in capo al gestore del blog per diffamazione perpetrata da altri utenti.

Qualora infatti il blogger dovesse esser ritenuto responsabile per tutto quanto scritto sul proprio sito anche da altri soggetti, si vedrebbe esteso a dismisura il suo dovere di vigilanza, ingenerando un eccessivo ed insensato onere a carico dello stesso.

Solo infatti quando il blog abbia implementato alcuni filtri nella pubblicazione dei contenuti, per evitare conseguenze penali il gestore sarà tenuto a vigilare ed approvare i commenti prima che questi siano pubblicati.

Va quindi esclusa una responsabilità personale del gestore del blog quando questo, reso edotto della offensività della pubblicazione, decide di intervenire prontamente a rimuovere il post offensivo. In tal senso si è espressa la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sezione III, n.74742/2017, secondo cui il gestore di un blog che rimuove tempestivamente un commento offensivo di terzi anonimi, a seguito della segnalazione della persona offesa, non può essere ritenuto responsabile per il periodo in cui tale pubblicazione è rimasta in rete.

Da tutto quanto sopra emerge quindi che, secondo la dottrina maggioritaria, al blogger potrà essere addebitata solo una responsabilità ex art. 110 c.p., ovvero per concorso nel reato, quando, informato dalla persona offesa della lesività dei contenuti pubblicati, li mantenga consapevolmente.

Al più il blog potrà essere oggetto di sequestro preventivo, disposto dal Tribunale, quando i commenti risultino essere fortemente offensivi e denigratori. In tal senso la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 31022/2015 ha chiarito che i nuovi mezzi di manifestazione del pensiero destinati ad essere trasmessi telematicamente, quali forum, blog, newsletter, newsgroup e social network, pur essendo espressione del diritto di manifestazione del pensiero, non possono godere delle garanzie costituzionali relative al sequestro della stampa. Pertanto, nella circostanza in cui il sito non risulti registrato come organo di stampa, non presenti una periodicità regolare nelle pubblicazioni, o non vi sia un direttore responsabile, lo stesso potrà essere oggetto di sequestro. (Cass. Pen., Sez. V, n. 12536/2016).

E’ chiaro che l’inquadramento della questione qui effettuato sia molto generico e riassuntivo, dovendosi di volta in volta valutare il caso concreto.

In estrema sintesi si può però affermare che, allo stato degli atti, l’impostazione maggioritaria non ascrive una responsabilità a carico del gestore di un blog quando questo, su segnalazione della persona offesa, interviene prontamente rimuovendo il contenuto diffamatorio ivi pubblicato, evitando peraltro un possibile sequestro del blog stesso.

Nicola Berni

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